NENCINI: CESARE BATTISTI NON E' UN RIFUGIATO POLITICO
I socialisti dicono sì all'estradizione di Cesare Battisti perché un pluriomicida non può essere un rifugiato politico, perché la legge è uguale per tutti, perché la giustizia giusta non ha
confini nazionali, perché la giustizia italiana non può essere umiliata, perché le vittime del terrorismo
È il testo del volantino distribuito questa mattina a Firenze dai socialisti italiani, che hanno organizzato una mobilitazione davanti alla sede del consolato brasiliano per protestare contro la decisione dell'ex presidente Lula di non concedere l'estradizione al terrorista. Analoghi sit-in si sono svolti davanti alle sedi diplomatiche del Brasile a Milano, Bologna, Napoli, Bari, Venezia e Ro
Alla manifestazione di Firenze ha aderito Mariella Magi Dionisi, vedova dell'agente Fausto Dionisi ucciso nel 1978 da un commando di Prima Linea e oggi presidente dell'Associazione Memoria per le vittime del terrorismo tra le forze dell'ordine e la magistratura.
“La nostra – spiega il segretario nazionale del PSI Nencini, presente a Firenze – è una protesta pacifica ma ferma, in nome della giustizia giusta e del rispetto e dell'onore delle vittime del terrorismo. Cesare Battisti non è un eroe perseguitato, ma un criminale che sotto lo scudo di un'ideologia ha ucciso e spezzato giovani vite, un uomo che ha commesso dei reati gravi in Italia e che in Italia deve scontare la pena. Abbiamo un'altra idea di eroi e di rifugiati politici: questi per noi sono Sakineh e Jafar Panahi, ma sono anche Fausto Dionisi e i tanti come lui che sono stati vittime di una stagione terroristica che in Italia ha lasciato molte ferite aperte. Vorremmo chiudere quella stagione – conclude Nencini – ma episodi come questo di certo non aiutano”.
È il testo del volantino distribuito questa mattina a Firenze dai socialisti italiani, che hanno organizzato una mobilitazione davanti alla sede del consolato brasiliano per protestare contro la decisione dell'ex presidente Lula di non concedere l'estradizione al terrorista. Analoghi sit-in si sono svolti davanti alle sedi diplomatiche del Brasile a Milano, Bologna, Napoli, Bari, Venezia e Ro
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Alla manifestazione di Firenze ha aderito Mariella Magi Dionisi, vedova dell'agente Fausto Dionisi ucciso nel 1978 da un commando di Prima Linea e oggi presidente dell'Associazione Memoria per le vittime del terrorismo tra le forze dell'ordine e la magistratura.
“La nostra – spiega il segretario nazionale del PSI Nencini, presente a Firenze – è una protesta pacifica ma ferma, in nome della giustizia giusta e del rispetto e dell'onore delle vittime del terrorismo. Cesare Battisti non è un eroe perseguitato, ma un criminale che sotto lo scudo di un'ideologia ha ucciso e spezzato giovani vite, un uomo che ha commesso dei reati gravi in Italia e che in Italia deve scontare la pena. Abbiamo un'altra idea di eroi e di rifugiati politici: questi per noi sono Sakineh e Jafar Panahi, ma sono anche Fausto Dionisi e i tanti come lui che sono stati vittime di una stagione terroristica che in Italia ha lasciato molte ferite aperte. Vorremmo chiudere quella stagione – conclude Nencini – ma episodi come questo di certo non aiutano”.
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