SPESA PUBBLICA. IL PSI PRESENTA UN DDL PER ABBATTERE PENSIONI E RETRIBUZIONI D'ORO
Il segretario nazionale del Psi, sen. Riccardo Nencini e il sen. Fausto G.Longo hanno depositato ieri a Palazzo Madama un disegno di legge che punta a contenere la spesa pubblica agendo sulle cosiddette “ retribuzioni e pensioni d’oro”.
"Un' iniziativa legislativa che va nel segno di abolire privilegi non accettabili - osserva Nencini - anche in considerazione del fatto che, a d esempio, per oltre vent'anni le riforme del sistema previdenziale hanno tentato di limitare la crescita della spesa pensionistica sul requisito anagrafico e contributivo, senza mai intervenire sui redditi delle pensioni alte, anzi penalizzando nella realtà quelli più bassi".
Il disegno di legge stabilisce l’eliminazione del cumulo con redditi da lavoro dipendente, autonomo e libero professionale per le pensioni il cui importo supera i 75.000 € l’anno; il congelamento temporaneo della parte eccedente fino al compimento del 75° anno di età per le pensioni superiori a 100 mila euro l’anno e l'eliminazione della rivalutazione automatica annuale delle pensioni superiori a 70.000 euro mensili.
Viene previsto il divieto del cumulo tra più pensioni compresi i vitalizi pubblici a cominciare da quelli parlamentari e degli ex componenti della Corte costituzionale.
Il pdl socialista interviene drasticamente anche sulle cosiddette “retribuzioni d’oro”, fino ad oggi erogate ai “Grand commis” di Stato, ai dipendenti degli Organi costituzionali, della Banca d’Italia e agli alti magistrati.
Per tutte queste figure professionali il pdl stabilisce un tetto di 200.000 € lordi all'anno.
Stesso drastico intervento viene applicato per i dirigenti delle aziende con capitale azionario partecipato dallo Stato che non potranno più accedere alla stipula di contratti individuali che superino il tetto di 200.000 € lordi all'anno.
Per tutte queste figure infine il pdl prevede l'abolizione di benefici aggiuntivi e privilegi come le auto di servizio.
"Un' iniziativa legislativa che va nel segno di abolire privilegi non accettabili - osserva Nencini - anche in considerazione del fatto che, a d esempio, per oltre vent'anni le riforme del sistema previdenziale hanno tentato di limitare la crescita della spesa pensionistica sul requisito anagrafico e contributivo, senza mai intervenire sui redditi delle pensioni alte, anzi penalizzando nella realtà quelli più bassi".
Il disegno di legge stabilisce l’eliminazione del cumulo con redditi da lavoro dipendente, autonomo e libero professionale per le pensioni il cui importo supera i 75.000 € l’anno; il congelamento temporaneo della parte eccedente fino al compimento del 75° anno di età per le pensioni superiori a 100 mila euro l’anno e l'eliminazione della rivalutazione automatica annuale delle pensioni superiori a 70.000 euro mensili.
Viene previsto il divieto del cumulo tra più pensioni compresi i vitalizi pubblici a cominciare da quelli parlamentari e degli ex componenti della Corte costituzionale.
Il pdl socialista interviene drasticamente anche sulle cosiddette “retribuzioni d’oro”, fino ad oggi erogate ai “Grand commis” di Stato, ai dipendenti degli Organi costituzionali, della Banca d’Italia e agli alti magistrati.
Per tutte queste figure professionali il pdl stabilisce un tetto di 200.000 € lordi all'anno.
Stesso drastico intervento viene applicato per i dirigenti delle aziende con capitale azionario partecipato dallo Stato che non potranno più accedere alla stipula di contratti individuali che superino il tetto di 200.000 € lordi all'anno.
Per tutte queste figure infine il pdl prevede l'abolizione di benefici aggiuntivi e privilegi come le auto di servizio.