partiti e scandalo tangenti
la questione morale entra nel PSI
Craxi: sto compilando la lista dei corrotti e degli sciacalli. il segretario difende il partito dagli attacchi esterni. l' esecutivo nomina Giuliano Amato
commissario straordinario della federazione milanese
L' esecutivo del partito ha nominato Giuliano Amato commissario straordinario della federazione milanese TITOLO: La questione morale entra nel Psi Craxi: sto
compilando la lista dei corrotti e degli sciacalli
ROMA . Il Psi e la questione morale. Craxi e il "caso" Milano. Ecco le due drammatiche emergenze affrontate ieri dall' esecutivo dopo l' ondata di scandali che
rischia di spezzare le stesse ambizioni del leader socialista. Ancora in corsa sia per Palazzo Chigi sia per il Quirinale. Che fare, pero' ? Primo, non piegare la testa davanti alla richiesta di
quanti sembrano reclamare solo "giustizia sommaria". Secondo, procedere a colpi di ramazza contro chi ha commesso "gravi reati" ai danni della pubblica amministrazione. L' effetto immediato di
queste scelte e' stata la nomina di Giuliano Amato a commissario straordinario della federazione milanese. I socialisti, insomma, vogliono voltare pagina in fretta senza abbandonare al loro
destino Tognoli e Pillitteri, che hanno dichiarato di essere estranei ai fatti addebitati, e senza provocare strappi a Palazzo Marino. Piena solidarieta' e' stata espressa al sindaco Borghini "e
alle iniziative che riterra' di assumere per una piu' larga collaborazione tra le istituzioni e la citta' ". Craxi e' arrivato a via del Corso con intenti tutt' altro che pacifici. Quasi a voler
smentire le voci della vigilia sulle sue intenzioni, il segretario psi esordisce cosi' : "Sto compilando la lista di coloro che hanno confessato gravi reati contro la pubblica amministrazione, di
coloro che ne sono sospettati e di coloro che lo potrebbero essere". Per poi aggiungere tagliente e minaccioso: "E d' altra parte sto compilando la lista degli sciacalli, degli ipocriti e dei
falsi moralizzatori. "Vedete . prosegue altrettanto duro Craxi . in queste cose io penso che chi sbaglia paga e deve pagare secondo regole di giustizia. Gli accusati devono avere la possibilita'
di difendersi e non possono essere giudicati sommariamente sulla base dell' odio o dell' interesse di parte. E d' altra parte . conclude . penso che la moralizzazione della vita pubblica non
fara' un passo in avanti sulla base della menzogna e della ipocrisia. Il mondo politico dai casi di Milano ha di che riflettere". Dalle parole del leader si poteva intuire anche quali sarebbero
stati lo svolgimento e l' esito dell' esecutivo del partito. Cosi' , nessuno dei colonnelli del Psi ieri sera se l' e' sentita di affondare il coltello nella piaga aperta prima dal voto del 5
aprile e poi dagli scandali di rito ambrosiano. "Quello di Milano non e' un episodio, che tra l' altro non riguarda solo i socialisti, ma e' un problema piu' generale che concerne sostanzialmente
il clima politico e il modo di fare politica. Di qui la necessita' di una svolta", osserva prudente Claudio Signorile. La sinistra aveva suggerito il nome di Giorgio Ruffolo quale "garante" della
federazione milanese. "E' stato scelto Amato, che comunque va bene. La mia idea resta che i socialisti milanesi sono una realta' sana...", rileva, pungente, sempre Signorile. E sulla questione
della leadership uscita indebolita dall' ultima tornata elettorale chiarisce: "Nelle scorse settimane avevo parlato di de.craxizzazione, ma in un altro contesto. E resto dell' avviso che un
partito deve si' riconoscere un leader, ma senza identificarsi solo con questo". Tace, invece, Martelli, reduce da un lungo colloquio con Giulio Andreotti. E tace Formica, ormai in rotta di
collisione con Bettino. La parola d' ordine degli altri socialisti e' : non "perdere la testa" e non prestare il fianco alle "speculazioni" e alle "strumentalizzazioni". Dice Fabio Fabbri:
"Finalmente e' esplosa la questione morale, ma non dobbiamo confondere le accuse con le sentenze". Il rischio, avverte il capogruppo dei senatori del Garofano, sarebbe una "caccia alle streghe
nei confronti del Psi. Il mio timore . spiega . e' che insieme alla corruzione si vogliano eliminare i partiti stessi. E il vuoto sarebbe occupato dalle consorterie economico.finanziarie". Ecco
tornare i sospetti craxiani su manovre da parte del cosiddetto partito trasversale. Allora, la richiesta del Psi e' che si "faccia piena luce" sulle vicende di Milano. Ma secondo regole che il
leader psi chiama "di verita' e di giustizia. Al riparo . si legge in una nota . di speculazioni, pressioni e strumentalizzazioni". Di qui anche la necessita' di "una energica reazione per
chiarire cause oggettive e responsabilita' individuali e per realizzare la svolta che si e' resa necessaria". Come a dire: se in cielo volteggiano gli "sciacalli" e' il momento di tirare fuori
gli artigli. Come in passato. Fernando Proietti
LA REPUBBLICA 12 luglio 2010
E il Psi lancia la questione morale
ROMA - Hanno rispolverato il Garofano e riottenuto in tribunale la sigla Psi, contestano «la pessima prova» offerta dalla Seconda Repubblica ma hanno deciso di fare
la guerra ai mali della Prima. E in un documento approvato alla fine del congresso di Perugia - che ha rieletto segretario Riccardo Nencini - gli eredi dei socialisti che furono spazzati via da
Tangentopoli lanciano la loro battaglia ai costi della politica. Cinque proposte di legge tranchant: taglio di indennità di consiglieri e assessori regionali, limitazione del finanziamento
pubblico ai partiti, tetto dei due mandati per chi venga nominato in un ente, una legge che «renda trasparente l' attività delle lobby in parlamento». E infine la chiamata al voto dei sedicenni,
per cominciare nelle circoscrizioni. Letto, approvato e sottoscritto dalla platea del congresso nella quale hanno fatto capolino vecchi notabili del Psi quali Salvo Andò, Gennaro Acquaviva,
Giorgio Benvenuto e Lelio Lagorio. Proposte provocatorie? Demagogiche? «Macché, anche Napolitano le ha apprezzate, sottolineando nel suo messaggio al congresso l' esigenza della sobrietà e dell'
etica della responsabilità», dice Nencini. Di certo, nel mirino dei discendenti politici di Craxi rimane l' ex pm Antonio Di Pietro: l' unico leader del centrosinistra non invitato a Perugia. E
nello schema di coalizione tratteggiato dai «nuovi» socialisti c' è spazio per un nucleo forte che si riconosce nella sinistra liberale - Pd, Sel e Psi, appunto - e per un' intesa con il partito
della Nazione di Casini e Rutelli. Non per l' alternativa radicale costituita da Italia dei Valori, Grillo e Rifondazione. La risposta di Pierluigi Bersani, dal podio perugino, in realtà è stata
freddina: il Pd è pronto a offrire niente più che «un secondo cerchio di convergenza». Non governo ma «accordo sui grandi temi costituzionali». Si vedrà. Intanto il leader si gode un' elezione
quasi unanime, dopo le tante liti nel passato. Non è che i dissidi siano terminati, come dimostrato dalle accuse di Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri che al congresso è andata ma ha
denunciato di essere stata censurata. E ha affidato al Corriere dell' Umbria il risentimento verso i compagni di sinistra che hanno «abbandonato e dimenticato» suo padre esiliato ad Hammamet. Ma
la diaspora si è arrestata, almeno a sentire il segretario. E - nel primo congresso con il simbolo Psi dopo quello di Bari del ' 91- il più vecchio partito dell' arco costituzionale riparte dalla
guerra ai costi della politica. Magari per rimuovere definitivamente l' immagine delle monetine del Raphael. «Certo, queste proposte hanno anche il senso di una rottura con il passato - sbuffa
Nencini - Ma intanto, mi trovate un partito del centrosinistra che le porta avanti?». EMANUELE LAURIA