Bobo Craxi - Col tramonto del ‘berlusconismo’ per i socialisti appuntamento con la storia
Una babele a sinistra, ma a destra ci sono i fallimenti e le insofferenze di esponenti di ispirazione laica e
socialista Bobo Craxi
Esistono le premesse per riaggregare una vasta area di consenso e di sostegno ad una rinnovata area socialista. Essa, a differenza della costituente, non nasce soltanto dalla riaggregazione dei
segmenti organizzati e costituiti dalla cosiddetta ‘diaspora’, l’unità delle nomenclature che riannodava i fili spezzati di una Storia, ma che non corrispondeva ad un esigenza reale del Paese,
bensì dalla convergenza politica di vasti settori dell’opinione pubblica, organizzata e non, che invocando una fuoriuscita dall’attuale situazione di stallo della politica italiana intravede
anche nella fuoriuscita dalla abortita seconda repubblica la necessità di rifondare su basi nuove la repubblica restituendo ai partiti che hanno radici risorgimentali e repubblicani, lo scettro
strappato.
Le insofferenze di esponenti di ispirazione laica e riformista all’interno del Pdl, ma anche del Pd, sono il segnale evidente che una fase della politica italiana si sta concludendo e che le
incognite che gravano sul futuro possono essere sostituite da approdi politici di sicura e sperimentata responsabilità. Si è detto spesso che l’elettorato delle forze socialiste e laiche ha
trovato in questo ventennio un riparo, od un ricovero utile e necessario ingrossando le file elettorali del partito di Berlusconi, in esso raramente sono stati in condizioni di far rivivere le
proprie radici e il carattere di ospitalità è stata la cifra più idonea con cui questa lunga permanenza innaturale nel centrodestra possa essere giudicata.
D’altronde la sinistra reale ed ufficiale ha mal dispiegato il proprio potenziale revisionistico. Ha certamente saccheggiato qua e là le migliori intuizioni del socialismo riformista anni
ottanta, ma ha mantenuto saldo il proprio giudizio negativo sulla parabola politica del socialismo italiano - considerato eretico o inutile sin dalla sua nascita ed in ogni fase del Novecento –
ed è rimasto inalterato nella sinistra italiana (salvo i rapporti i forza piegati definitivamente a favore dell’ex Pci nel dopo-Tangentopoli) il muro di divisione fra socialisti e post-comunisti
pur avendo avviato nel nuovo centro sinistra un percorso di collaborazione.
Sono falliti però a conti fatti, i tentativi di assimilazione e assorbimento dei tratti più significativi della cultura socialista e riformista che, non a caso, riemergono con evidenza negli
schieramenti opposti e che il bigbang della seconda repubblica tende sostanzialmente a riunificare ed a saldare in una proposta politica comune per fare uscire il Paese dalla crisi.
Le 4 proposte PSI, assieme alla necessità di dare vita prima o durante la prossima legislatura ad un processo costituente, richiamano tutti coloro che si dichiarano socialisti alla necessità di
convergere verso un unico obbiettivo politico.
Lo scongelamento degli iceberg, i maggiori partiti della seconda repubblica, può rianimare il fiume rinsecchito (in termini elettorali) del socialismo riformista italiano, ma alla responsabilità
nazionale per guidare il Paese fuori dalla crisi i socialisti potranno contribuire perché hanno saputo orgogliosamente conservare oltre che le proprie idee, i propri simboli, i propri obiettivi
di fondo.
A questi potranno dire di aver contribuito le nostre riviste culturali, i nostri diversi Blog, il nostro glorioso Avanti! e tutti coloro che hanno rinnovato in modo disinteressato ed appassionato
la tessera del partito socialista italiano sempre conservando la speranza che esso potesse ridiventare protagonista della politica italiana.
L’area socialista è attesa ad un impegno di rinnovamento e di diffusione dei propri orientamenti di fondo per riconquistare una larga fetta dell’elettorato alla causa riformista. Il fallimento
delle politiche della destra e la babele dei linguaggi nella sinistra, offrono lo spunto e lo spazio che è proprio di una forza tranquilla di tradizioni solide, di proponimenti chiari e
convincenti.
Penso che dovremo esserne all’altezza.