ORDINE DEL GIORNO SUL CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA AI BAMBINI, FIGLI DI IMMIGRATI, NATI IN ITALIA E RESIDENTI A SAN GIUSTINO.
Al Sig. Presidente del Consiglio
Comunale
Comune di San Giustino
e p.c. Sig. Sindaco
Sig. Segretario Generale
Sigg. Capi Gruppo Consiliari
Organi d’informazione
PREMESSO CHE
Il tema dell’integrazione dei Cittadini Stranieri in Italia e
in Europa è una delle sfide più impegnative da affrontare per gli Stati Europei ed è un impegno sul quale si gioca il futuro stesso del nostro Paese.
La necessità di una nuova legislazione in materia di
cittadinanza per i Cittadini stranieri che risiedono in Italia è oggetto di discussione in Parlamento e in molte Regioni, Province e Comuni del nostro Paese.
Nella Convenzione Europea sulla Nazionalità conclusa tra gli
Stati membri del Consiglio di Europa il 6/11/1997, ancora in attesa di essere ratificata da parte del nostro Paese, è previsto che ciascuno Stato faciliti, nell’ambito del diritto domestico,
l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul suo territorio e ivi domiciliate legalmente e abitualmente (art.6 paragrafo 4, lettera c), osservato che l’articolo 3 della Costituzione
Italiana garantisce che “tutti i Cittadini hanno parità dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali”.
Che dall’ultimo dato dell'ufficio anagrafe risultano residenti
nella nostra cittadina 1018 cittadini stranieri, 4,5% in più rispetto al 31 dicembre 2010. Gli stranieri costituiscono il 9% della popolazione di San Giustino. Più di 224 hanno meno di diciotto
anni. Questi ragazzi vivono nello stesso contesto scolastico dei nostri giovani, parlano l’italiano, studiano la storia d’Italia sono figli di cittadini stranieri regolari che lavorano e pagano
le tasse in Italia.
CONSIDERATO CHE
La legge che disciplina attualmente la cittadinanza italiana
(n.91 del 5/2/1992) è basata prevalentemente sullo “ius sanguinis”, cioè viene mantenuta la cittadinanza originaria dei genitori;
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – in
dichiarazioni di qualche mese fa – ha giudicato superato un diritto di cittadinanza fondato sull’istituto dello “ius sanguinis” anziché sullo “ius soli”, per i nati in Italia da genitori
stranieri augurandosi che in Parlamento si potesse presto affrontare anche la “questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri”;
Lo stesso Presidente della Repubblica ha più volte encomiato i
Comuni, le Province e le Regioni che hanno intrapreso iniziative volte a promuovere concretamente la discussione e la consapevolezza sul tema della cittadinanza alle persone
straniere;
Anche da diverse confessioni religiose sono arrivati appelli al
Parlamento per una riforma della Legge 91 che intercettasse quindi i cambiamenti demografici nel nostro Paese e che promuovesse così il riconoscimento della cittadinanza per i figli nati in
Italia da immigrati stranieri;
Ritenendo tale legge ormai anacronistica, è stata promossa, da
parte di tante associazioni politiche, sociali, culturali e religiose una campagna di raccolta firme (“L’Italia sono anch’io”) per chiedere la riforma della Legge 91/1992, in particolare per
quanto attiene il riconoscimento della cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri, di cui almeno uno sia legalmente soggiornante in Italia da almeno un anno: detta raccolte di firme nella
nostra città ha superato le 3.000 firme;
La volontà manifestata da più parti è nel senso della necessità
sullo “ius soli”, secondo cui è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori;
Il diritto di cittadinanza del paese in cui si nasce è
riconosciuto in molti Stati di tradizioni democratiche quali gli Stati Uniti d’America, e in tutti i Paesi dell’America Latina nei quali tanti figli di emigrati si sono potuti sentire integrati
nella vita sociale di quelle Nazioni;
Ritenuto che per promuovere, il pieno inserimento dei giovani
stranieri nella nostra comunità occorre che siano loro riconosciuti i diritti e i doveri di un cittadino italiano perché possano essere protagonisti positivi della costruzione della società in
cui vivono.
Che alzare barriere tra le comunità e le persone induce
all’emarginazione e alla ghettizzazione degli stranieri con il conseguente rischio concreto di contrapposizioni anche violente, come è accaduto in altri Paesi europei;
Che il riconoscimento a questi giovani della cittadinanza può
agevolare un percorso di integrazione reale dove veder affermata l’idea di una comunità al contempo unica e plurale, in cui le diversità culturali e religiose siano una ricchezza e non un
problema, in cui il dialogo, il confronto, il rispetto dei diritti e dei doveri della Costituzione siano capisaldi.
Valutato che in attesa dell’auspicata riforma della legge sulla
cittadinanza può essere attuato da San Giustino un importante atto emblematico di grande valore civile quale il conferimento della cittadinanza onoraria ai figli degli stranieri nati in Italia e
residenti in città.
Che assumere questa iniziativa è nelle prerogative dell’ente
locale in quanto sede dell’anagrafe e detentore di un rapporto diretto con i propri cittadini;
SI IMPEGNA
a conferire, come atto simbolico, la cittadinanza onoraria ai
bambini nati nel territorio italiano e figli di immigrati stranieri residenti a San Giustino quale auspicata premessa di un effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana da parte della
legislazione nazionale;
a continuare il sostegno ad iniziative volte ad incentivare una
politica di accoglienza nei confronti di tale fascia di popolazione contribuendo alla realizzazione di una maggiore integrazione sociale.
Il Consiglieri: Panico Roberto