NENCINI: DI PIETRO HA DETTO DI NON ESSERE UOMO DI SINISTRA.TORNI DOVE CUORE E RAGIONE LO CHIAMANO
“Non si può parlare di Monti dando giudizi come
se fossimo ad un concorso di bellezza. Noi dobbiamo dare un giudizio su cose fatte e definire le priorità per il bene dell’Italia per i prossimi mesi. Di Monti dobbiamo prendere sobrietà ed
europeismo e al contempo dobbiamo superare un eccesso di rigore senza “premialità” (penso a Regioni ed Enti Locali tutti valutati allo stesso modo) e che non sostiene il merito, dalle
imprese che esportano a quanti combattono ogni giorno per rendere l’Italia migliore”.
Lo dice Riccardo Nencini,segretario nazionale
del Psi, commentando l’intervista a Nichi Vendola apparsa stamane sul quotidiano il Secolo XIX, in cui il leader di Sel sostiene di dover archiviare la parentesi del governo Monti e di evitare la
possibilità di un’alleanza del centrosinistra con Pier Ferdinando Casini, ‘aprendo’ invece all’Idv.
Su questo fronte, il Segretario interviene cosi:
“Per sua stessa ammissione, alcuni mesi fa Di Pietro sostenne di non essere mai stato un uomo di sinistra. La collocazione in quel campo – prosegue Nencini - era figlia dell’anomalia italiana
dovuta alla presenza di Berlusconi. Ora che Berlusconi è ai margini, Di Pietro può serenamente scegliere di tornare dove cuore e ragione lo chiamano”.
Su una possibile alleanza con l’Udc, il
segretario socialista crede che “sarebbe un errore rifiutare il confronto con i partiti cattolici che hanno contribuito ad aprire una pagina nuova in questa Italia.
Di Pietro non è in questa alleanza – avverte
- non bisogna escludere che domani Casini possa farne parte”.