IMU CHIESA. NENCINI A BAGNASCO.LA CHIESA RINUNCI IN MANIERA CHIARA E NETTA AD UN PRIVILEGIO INIQUO
"Il momento di grave difficoltà economica e
sociale che sta attraversando l'Italia impone a tutti i cittadini una sempre maggiore assunzione di responsabilità. Il rigore imposto dal Governo è la via necessaria per evitare al paese il
dissesto finanziario, ma il rigore è sostenibile – socialmente e moralmente – solo se bilanciato da una spinta verso l'equità: più sacrifici ma ripartiti equamente tra i vari settori della
società".
Così inizia la lettera che oggi il segretario
nazionale Riccardo Nencini ha inviato all'Arcivescovo di Genova, Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
"Il governo in carica - prosegue il leader
socialista nella sua lettera al presule - ha esordito quasi un anno fa con due annunci: la necessità di introdurre una tassa sulla casa di proprietà e la contemporanea eliminazione delle
esenzioni ingiustificate, anche in virtù delle perentorie direttive dell'Unione Europea, a questa imposta.
Due annunci, due
delusioni.
Il peso dell'Imu si è rovesciato infatti su quei
milioni di cittadini che, con fatica e sacrifici, si sono conquistati il diritto ad una casa di proprietà: nella stragrande maggioranza dei casi l'unica forma di risparmio di una vita. Al
contempo, ed è notizia delle ultime ore, le esenzioni per gli enti che, come la Chiesa Cattolica, svolgono attività commerciali all'interno del no profit vengono estese in maniera inconcepibile e
in aperto contrasto sia con gli stessi annunci del governo che con le indicazioni della Ue.
Una scelta che, pur nel rispetto per il ruolo
insostituibile delle attività no profit della Chiesa cattolica, non condividiamo e riteniamo iniqua e non più giustificabile".
Prosegue Nencini: "Una domanda Eminenza: come si
può, in un momento di grave crisi economica, continuare a chiedere sacrifici ai cittadini se non vengono condivisi da tutti?
La politica e le istituzioni sono chiamate
quotidianamente a rispondere dei loro sprechi e dei loro privilegi, soprattutto quando questi si manifestano in maniera arrogante e sottraendo denaro pubblico; ma anche un'esenzione
ingiustificata – e quella dell'Imu per chi svolge attività commerciale lo è senza dubbio - è un privilegio che resiste solo in Italia.
Per questo, in attesa di un voto del Parlamento
che mi auguro possa cancellare le decisioni del Governo, mi appello alla Sua sensibilità di uomo di Chiesa e di massimo rappresentante delle istituzioni ecclesiastiche nel nostro Paese: rinunci
in maniera chiara e netta a un privilegio che, se eliminato, contribuirebbe al rilancio e allo sviluppo dell'Italia.
Un gesto di responsabilità - conclude Nencini -
un esempio di virtù civica e morale".