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PSI San Giustino

LEGGE ELETTORALE. NENCINI: SI ALLA PROCEDURA D'URGENZA PER LA MODIFICA DEL PORCELLUM

10 Agosto 2013 , Scritto da psi san giustino

"Con questa legge elettorale è stata modificata la Carta deprivando il Capo dello Stato di poteri infissi nella costituzione e abolita, di fatto, di fatto la centralità del parlamento". Lo ha detto il segretario del Psi, Riccardo Nencini, che ha firmato la procedura d'urgenza per la modifica della legge elettorale, parlando stamane in aula al Senato" Questa legge elettorale ha aiutato - aggiunge Nencini- il sistema politico italiano a dipendere sempre di più dai partiti personali. Si è rovesciato il motto inglese: “Senza un partito, non un leader” trasformandolo in “Senza un leader non esiste il partito”. "Non abbiamo aiutato i cittadini - aggiunge Nencini- ad occuparsi della cosa pubblica". "La prima cosa che dobbiamo fare, dunque, è restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari, come avviene in qualsiasi Paese democratico degno di questo nome. Declinare, inoltre, l’art 49 della Costituzione, esattamente come lo aveva interpretato Calamandrei, per ridare ordine alle tante architravi della democrazia italiana". "Questa urgenza consentirà finalmente anche al compagno Briatore di passare un’estate serena: con una legge che imposta le ragioni del bipolarismo, saprà se votare Marina o Matteo e non è questione da poco- conclude ”
Ecco il testo integrale dell'intervento in aula.
NENCINI (Aut-PSI). Signor Presidente, ho capito che ho la parola, sto cercando di capire perché si agitano. Sono stato educato così, ad essere in silenzio quando gli altri si agitano. Ora esercito il mio diritto, visto che mi ha dato la parola. Le leggi elettorali si fanno quando hanno obiettivi da raggiungere.
Quando venne approntata la legge elettorale, di cui ci ha narrato una parte rilevante della storia il senatore Calderoli poche ore fa, quella legge, riportarono i giornali dopo l'approvazione, aveva tre obiettivi: fissare in una cornice bipolare la storia del sistema politico italiano; fissare il sistema politico italiano nella normalità europea, consentire tenuta e stabilità dei Governi.
Se noi esaminiamo quale di questi tre punti sia stato raggiunto e realizzato nel corso di questi anni, mi pare che nessuno dei tre possa essere considerato raggiunto. La ragione per la quale sottolineiamo e sottoscriviamo le ragioni dell'urgenza di modifica della legge elettorale attuale è, oltre ad una condizione che riguarda ciascuno di noi, quella che ciascuno di noi deve essere più libero prima che la legge venga modificata e dopo che la legge sia stata modificata. La maggior libertà ci consente di scegliere liberamente le mosse di ciascuno di noi.
La legge, che ha soprannomi straordinari ed eccelsi, ha raggiunto invece tre obiettivi rovesciati. Alcuni di questi sono figli della situazione politica e sociale italiana, altri legati ad una condizione che questa legge ha peggiorato. Con questa legge elettorale noi abbiamo fatto una cosa che un tempo si faceva rispettando la Costituzione: abbiamo modificato la Carta costituzionale privando privando il Capo dello Stato di poteri infissi nella Costituzione e abolendo di fatto la centralità del Parlamento prevista nella Carta costituzionale.
Con la legge elettorale esistente abbiamo aiutato il sistema politico italiano a diventare più dipendente dai Partiti personali in forma bicolore e non soltanto monocolore. Spesso i Partiti personali sono Partiti padronali. Abbiamo rovesciato un motto inglese che è stato alla base della democrazia: il motto «senza un Partito, non un leader» l'abbiamo rovesciato in «Senza un leader, non esiste il Partito». È il vulnus più grave portato alla storia della democrazia occidentale dal secolo scorso. La terza condizione che abbiamo negativamente raggiunto è che non abbiamo aiutato i cittadini italiani a tornare a preoccuparsi e a occuparsi della cosa pubblica.
La prima cosa che dobbiamo e possiamo fare è restituire ai cittadini il diritto di scegliere e, intanto, per il nostro Gruppo lo ha presentato ormai molte settimane fa il senatore Fravezzi, tornare alla situazione quo ante che ci consenta di fissare un criterio.
Poi, quando avremo fissato la cornice del sistema politico-istituzionale futuro, potremo arrivare ad una soluzione definitiva. Questa scelta, illustrata prima dal senatore Marcucci, ne porta dietro altre, ma soprattutto ne porta dietro una, la declinazione dell'articolo 49 della Costituzione, esattamente come lo aveva interpretato l'allora onorevole Calamandrei. Si tratta di una declinazione che manca e che ha aperto nel tempo un vulnus e non ancora una cicatrice nella storia istituzionale italiana perché a Partiti esistenti può corrispondere un articolo 49 della Costituzione non declinato e non interpretato, ma a Partiti deboli, fragili o inesistenti deve corrispondere per forza un articolo 49 della Costituzione che dia ordine alla struttura e alle tante architravi della democrazia italiana.
Questa urgenza ci porta nella condizione di sconfiggere la furbizia di Bertoldo che non trovava, come risaputo, mai un albero al quale farsi impiccare. Oggi l'albero bisogna trovarlo e l'urgenza serve a questo, ma consente, Presidente, finalmente al campagno Briatore di passare finalmente un'estate serena perché con una legge che imposta le ragioni del bipolarismo saprà se votare Marina oppure Matteo e non è questione da poco. (Applausi dal Gruppo Aut-PSI e dei senatori Casini, Tomaselli e Silvestro).

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